25 giugno 2026
Insight e analisiRegistrazione marchio: come tutelare un asset strategico per la tua impresa
Registrare un marchio significa ottenere il diritto esclusivo di utilizzare un determinato segno in un'area geografica per identificare i propri prodotti o servizi, impedendo a chiunque altro di farne uso senza autorizzazione.
In questa guida, rispondiamo ad alcune domande su come funziona la registrazione, quanto costa e come procedere.
Cos'è la registrazione di un marchio
La registrazione del marchio è l'atto giuridico con cui un'impresa ottiene il diritto esclusivo di usare un segno distintivo (nome, logo, slogan, forma o suono), per i propri prodotti o servizi. Il titolare acquisisce un diritto di proprietà industriale opponibile a terzi su tutto il territorio in cui il marchio è registrato.
Per un'impresa in crescita, il marchio non è un dettaglio estetico: è un asset patrimoniale. Può essere ceduto, dato in licenza, usato come garanzia e iscritto a bilancio.
Un'impresa che è costretta a cambiare nome dopo un'opposizione legale perde tempo, budget di marketing e credibilità presso investitori e partner.
Quali sono i requisiti per registrare un marchio
Un marchio è registrabile se rispetta tre requisiti cumulativi previsti dal Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. 30/2005): novità, capacità distintiva e liceità.
- Novità: Il segno non deve essere identico o simile a marchi già registrati per prodotti o servizi simili.
- Capacità distintiva: Il marchio deve permettere al pubblico di riconoscere l'origine commerciale del prodotto; sono esclusi i termini puramente descrittivi (es. "Pane fresco" per una panetteria).
- Liceità: Il segno non deve contrarre principi di ordine pubblico, buon costume, né ingannare il consumatore su provenienza, natura o qualità del prodotto.
A questi si aggiunge la rappresentabilità: dal 2019 il marchio non deve più essere riproducibile graficamente, ma deve poter essere rappresentato in modo chiaro, preciso e oggettivo in qualsiasi forma idonea (anche un file audio, per i marchi sonori).
È obbligatorio registrare il marchio?
No, la registrazione non è un obbligo di legge. L'uso di un segno distintivo nel commercio crea comunque un "marchio di fatto", tutelato in modo limitato e solo nei limiti dell'uso effettivo e della notorietà locale raggiunta.
Senza registrazione, però, l'impresa non ha un titolo esclusivo opponibile su tutto il territorio nazionale o europeo, non può agire efficacemente contro contraffazioni, e rischia che un concorrente registri prima un segno simile, costringendola a cambiare nome o logo. La registrazione è quindi facoltativa in senso giuridico, ma necessaria in senso strategico per chi investe in branding.
Come si fa a registrare un marchio?
La procedura si articola in 5 fasi sequenziali, dalla verifica preliminare al deposito telematico. Seguire l'ordine corretto riduce il rischio di rigetto o di opposizione da parte di titolari di marchi anteriori.
Ecco come registrare un marchio
1. Definisci il segno e le classi merceologiche.
Stabilisci se proteggere solo il nome, solo il logo, o entrambi in un marchio combinato; individua tutte le classi della Classificazione di Nizza pertinenti, incluse quelle di sviluppo futuro.
2. Effettua la ricerca di anteriorità.
Verifica su banche dati nazionali (UIBM), europee (EUIPO eSearch plus) e internazionali (WIPO Global Brand Database) l'assenza di marchi identici o simili già registrati.
3. Prepara la domanda.
Compila il modulo con riproduzione del segno, elenco di prodotti/servizi per classe, dati del richiedente e, se previsto, lettera di incarico al mandatario.
4. Deposita la domanda online
Presenta l'istanza tramite il portale telematico UIBM (per l'Italia) o EUIPO (per l'Unione Europea), versando le tasse di deposito e l'imposta di bollo.
5. Gestisci l'esame e l'eventuale opposizione.
L'ufficio esamina la domanda per requisiti formali e assolutezza; nei mesi successivi terzi titolari di marchi anteriori possono presentare opposizione entro i termini previsti.
Come si controlla la disponibilità del marchio
La verifica preventiva è il passaggio che evita i costi più alti: quelli di un'opposizione o di un contenzioso successivo. Consiste nel cercare marchi identici o confondibili già depositati, non solo identici testualmente ma anche simili per suono, significato o aspetto grafico.
- Banca dati UIBM per i marchi italiani.
- EUIPO eSearch plus per i marchi dell'Unione Europea, comprensivo dello strumento ufficiale di verifica della disponibilità descritto dall'EUIPO stessa.
- WIPO Global Brand Database per i marchi internazionali depositati tramite il Sistema di Madrid.
- Registro Imprese e domini internet per intercettare segni distintivi non ancora registrati ma già in uso commerciale (marchi di fatto).
Una ricerca solo identica non basta: due segni che si pronunciano allo stesso modo, o che evocano lo stesso concetto in classi merceologiche affini, possono comunque generare un rischio di confusione agli occhi dell'ufficio o di un giudice.
Registrazione marchio on line: come funziona il deposito telematico?
In Italia il deposito di un marchio si effettua esclusivamente online tramite il portale dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, accessibile con identità digitale (SPID o CNS). Il sistema guida il richiedente nella compilazione di modulo, classi e pagamento delle tasse tramite modello F24.
A livello europeo, il deposito avviene tramite il portale EUIPO, anch'esso interamente digitale, con pagamento delle tasse contestuale alla domanda. In entrambi i casi non è necessaria la presenza fisica agli uffici: l'intero iter, dal deposito alla ricezione dell'attestato, si svolge online.
Quanto costa la registrazione di un marchio?
Il costo della registrazione dipende da tre variabili: il territorio (Italia, Unione Europea, internazionale), il numero di classi merceologiche e il ricorso o meno a un consulente abilitato.
Per il marchio italiano, la tassa UIBM è di 101 euro per la prima classe, più 34 euro di imposta di bollo per il deposito online: il costo amministrativo minimo si attesta quindi intorno a 135-177 euro a seconda delle modalità, a cui si aggiungono 34 euro per ogni classe ulteriore.
Il marchio europeo (EUIPO) parte invece da circa 850 euro per una classe.
| Tipo di marchio | Tassa ufficiale base (1 classe) | Classe aggiuntiva | Territorio coperto |
|---|---|---|---|
| Marchio italiano (UIBM) | ~135-177 € | +34 € | Solo Italia |
| Marchio dell'Unione Europea (EUIPO) | ~850 € | variabile per classe | 27 Stati UE |
| Marchio internazionale (Sistema di Madrid - WIPO) | variabile per Paese designato | variabile | Paesi designati dal richiedente |
A queste tasse si aggiungono, se ci si affida a un consulente in proprietà industriale o a un avvocato, onorari professionali che in genere vanno da 500 a 2.000 euro, in funzione della complessità del marchio, della ricerca di anteriorità e della gestione di eventuali opposizioni. Per un deposito italiano completo con assistenza professionale, il budget realistico si colloca tra 600 e 1.500 euro; per un deposito europeo, tra 900 e 2.500 euro.
Da ricordare
La registrazione dura 10 anni dalla data di deposito ed è rinnovabile indefinitamente, pagando ogni volta una nuova tassa di rinnovo.
Non è possibile aggiungere classi a una domanda già depositata: conviene definire da subito anche le aree di sviluppo futuro del business.
Si può registrare un marchio sonoro?
Sì. Dal 2019 la normativa europea e italiana ha eliminato l'obbligo di rappresentazione grafica del marchio, ammettendo la registrazione di marchi non tradizionali, inclusi quelli sonori, purché rappresentabili in modo chiaro, preciso e oggettivo, tipicamente tramite file audio in formato MP3 caricato in fase di deposito.
Un marchio sonoro deve comunque possedere capacità distintiva: una semplice sequenza di note generiche o un suono comune a un intero settore difficilmente supera l'esame. Funzionano meglio jingle brevi, riconoscibili e associati in modo univoco al brand, sul modello dei suoni di apertura usati da alcune grandi aziende tecnologiche e media.
Un logo generato tramite IA può essere registrato?
Sì, un logo generato con l'Intelligenza Artificiale può essere registrato come marchio, purché rispetti i requisiti di validità previsti dalla normativa. Il diritto dei marchi ha una logica funzionale e commerciale, questo significa che ciò che conta è chi utilizza il logo in commercio e non come sia stato creato.
La legge, infatti, non richiede che il marchio venga creato da un essere umano, né che chi richiede la registrazione sia l'autore materiale del segno.
FAQ - Domande frequenti sulla registrazione di un marchio
Quanto costa la registrazione di un marchio in Italia?
Il costo minimo per un marchio italiano con una classe merceologica è di circa 135-177 euro di tasse ufficiali, inclusa l'imposta di bollo. Aggiungendo consulenza professionale, il budget realistico sale a 600-1.500 euro.
Come si fa a registrare un marchio?
Si effettua una ricerca di anteriorità, si individuano le classi merceologiche, si prepara la domanda con la riproduzione del segno e si deposita online tramite il portale UIBM o EUIPO, versando le tasse previste.
Quali sono i requisiti per registrare un marchio?
Il marchio deve essere nuovo, dotato di capacità distintiva e lecito, oltre a poter essere rappresentato in modo chiaro e oggettivo, anche in forma non grafica.
È obbligatorio registrare il marchio?
No, ma senza registrazione la tutela è limitata all'uso effettivo già dimostrato (marchio di fatto) e non garantisce un diritto esclusivo opponibile su tutto il territorio.
Posso registrare un marchio sonoro?
Sì, dal 2019 è possibile registrare marchi sonori, purché rappresentati in modo chiaro e oggettivo, ad esempio tramite un file audio caricato in fase di deposito.
Quanto dura la registrazione di un marchio e quando va rinnovata?
La registrazione dura 10 anni dal deposito ed è rinnovabile indefinitamente, ogni 10 anni, con il pagamento di una nuova tassa di rinnovo.
